Questa unità riguarda le figure di intellettuali alternativi nel medioevo. Vengono proposti agli alunni testi con domande alle quali devono rispondere.
I Carmina Burana, noti per la celebre orchestrazione che ne fece Carl Orff ( 1937), sono una famosa raccolta di canti anonimi, scritti in latino e medio-alto tedesco; essi sono contenuti in un codice del XIII sec., scoperto nel convento di Benediktbeuren, antica Bura Sancti Benedicti. Questi testi risalgono per lo più al periodo compreso tra il XII e il XIII sec. Sono espressione della cultura, della mentalità e del costume dei clerici vagantes delle città e degli studi medioevali.
1) Incipit Officium lusorum.
1) Incipit Officium lusorum.
Introitus:Lugeamus omnes in Decio, diem mestum deplorantes pro dolore omnium lusorum: de quorum nuditate gaudent Decii et collaudant filium Bacchi.Versus:Maledicant Decio in omni tempore; semper fraus eius in ore meo.
II.Fraus vobis!
Tibi leccatori!
III.Oratio:Ornemus! Deus, qui nos concedis trium Deciorum maleficia colere: da nobis in eterna tristitia de eorum societate lugere. IV.Epistola:Lectio actuum apopholorum. In diebus illis multitudinis ludentium erat cor unum et tunica nulla, et hiems erat, et iactabant vestimenta secus pedes accomodantis, qui vocabatur Landrus. Landrus autem erat plenus pecunia et fenore et faciebat damna magna in loculis accomodans singulis, prout cuiusque vestimenta valebant.
Traduzione
Qui inizia la messa dei giocatori
Canto d’ingresso:
Piangiamo tutti in Decio(1), deplorando questo triste giorno che ha recato dolore a tutti i giocatori: della loro nudità gioiscono i seguaci di Decio, lodando il figlio di Bacco.
Versetti: Maledicano Decio in ogni tempo; sulla mia bocca saranno sempre le sue frodi.
La frode sia con voi.
E con te anima ingorda!
Preghiera: Puntiamo! O Decio, che ci concedi di coltivare i malefici dei tre dadi : lasciaci piangere della loro unione in eterna mestizia.
Lettura: Dagli atti dei santi giocatori: In quei giorni la moltitudine dei giocatori aveva un cuore solo ma non possedeva nessun mantello, ed era inverno e tutti gettavano le vesti ai piedi di un usuraio che si chiamava Leandro. Leandro possedeva invece molto denaro, riscuoteva grandi interessi e procurava gravi danni alle borse, prestando denaro secondo il valore dei vestiti.
Dai “Carmina Burana”
1) Decio = Decio, dio del gioco, da det in francese = dado
Santa Messa
Introitus della messa dell’Ognissanti
Rallegriamoci tutti nel Signore,celebrando la festa in onore di tutti i Santi.Di questa loro solennità si rallegrano gli angeli e lodano tutti insieme il Figlio di Dio.
Introitus della messa dell’Ognissanti
Rallegriamoci tutti nel Signore,celebrando la festa in onore di tutti i Santi.Di questa loro solennità si rallegrano gli angeli e lodano tutti insieme il Figlio di Dio.
Versetti Salmo XXXII:
Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca avrò sempre la sua lode
Prima della colletta il sacerdote dice: La pace sia con voi
Lettura Atti degli Apostoli IV,32-35
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande stima. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca avrò sempre la sua lode
Prima della colletta il sacerdote dice: La pace sia con voi
Lettura Atti degli Apostoli IV,32-35
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande stima. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Metti in luce in che senso si possa parlare nel I testo di rovesciamento rispetto alla messa
2) Leggi i seguenti testi, il primo è un passo tratto da Saturnalia un romanzo giallo di Danila Comaschi Montanari del 2002, ambientato nel 46 d.c. , il secondo è una testimonianza del monaco Teodoro Balsamon relativa al carnevale medioevale
a) “Ai piedi della Velia (1), la festa (2) continuava. Quella, infatti, era una sera speciale, l'unica in cui gli schiavi fossero liberi di gozzovigliare per strada, bere a volontà e darsi al buon tempo, dimentichi dei loro duri doveri quotidiani. La notte dei contrari, coi servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini alposto degli adulti. La notte in cui era lecito impazzire, l'eccezione che confermava la regola, perché ogni cosa, il giorno seguente, potesse andare avanti come prima.”
1)Velia: altura di fronte alla via Sacra, la via principale del foro romano, sulla quale sorgevano templi
2) Si tratta dei Saturnali un'antica festività della religione romana in onore di Saturno e della mitica età dell'oro, epoca di prosperità in cui la terra produce spontaneamente i suoi frutti, l’uomo è esente da malattie e lavoro; si svolgevano dal 17 al 23 dicembre.
b) ” Gli attori, inoltre, indossano ogni tipo di maschera, e senza timore si fanno beffe degli uomini di chiesa e dei monaci. Ma anche certi chierici, in occasione di determinate feste, indossano e imitano vari tipi di maschere: e talvolta, appunto, cinta la spada e con abiti militari procedono nel mezzo alla chiesa, tal altra invece avanzano vestiti da monaci, o da quadrupedi. Quando dunque chiesi come mai si permettesse di fare simili cose, non ebbi altra risposta se non che si facevano per un’usanza che durava da lungo tempo “.
Che analogia riscontri tra i saturnali latini e il testo proposto Teodoro Balsamon , monaco a Costantinopoli nel XII sec ?
Che analogia riscontri tra i saturnali latini e il testo proposto Teodoro Balsamon , monaco a Costantinopoli nel XII sec ?
3) Sembra che il nome di Carnevale derivi dal latino carnem levare (togliere la carne), in riferimento all'antica tradizione medievale di celebrare, al termine di un lungo periodo dedicato ai divertimenti, un banchetto "d'addio alla carne" la sera precedente il mercoledì delle ceneri, in previsione dei digiuni e delle penitenze quaresimali. Osserva il quadro di Pieter Bruegel (1525-1569), un pittore fiammingo. Il quadro è intitolato combattimento del Carnevale e della Quaresima


Come sono rappresentati carnevale e quaresima?
4) Andiamo ora ad ascoltare un canto moderno che riecheggia componimenti medioevali.
♫ Fanfulla da Lodi
Fanfulla da Lodi (testo)
Evviva gli ombrelli Pirelli
che paran gli uccelli, che paran gli uccelli,
Evviva gli ombrelli Pirelli
che paran gli uccelli, dall'umidità.
Il barone Fanfulla da Lodi,
condottiero di gran rinomanza,
fu condotto un bel giorno in istanza
da una donna dai facili amor.
Era vergine il prode Fanfulla,
ma alla vista di tanta maliarda
tirò fuori la casta alabarda
e con zelo si mise a giostrar.
Gran condottier, gran cavalier,
cessa di far la guerra, la guerra, la guerra;
gran condottier, gran cavalier,
cessa di far la guerra e vieni a goder!
Metti in luce le analogie con i Carmina Burana
Il giullare
5) “Vi sono tre generi di istrioni. Taluni trasformano e trasfigurano i loro corpi con danze turpi ed atti turpi, sia denudandosi, sia rivestendo maschere orrende: tutti cotali devono essere condannati, a meno che non lascino il loro mestiere. Ed anche altri ve ne sono che non fanno nulla, ma si comportano colpevolmente, perché non hanno fissa dimora, ma accompagnano le corti dei grandi e dicono obbrobri e ignominie dei lontani per ingraziarsi gli altri. V’è inoltre un terzo genere di istrioni, che hanno strumenti musicali per dilettare la gente,e di cotali i generi sono due. Taluni infatti frequentano le pubbliche taverne e le compagnie scostumate, e quivi cantano varie canzoni per indur la gente a dissolutezza, e devono essere condannati come gli altri. Ma altri ve ne sono e si chiamano giullari, che cantano la vita dei principi e dei santi, e recano conforto alla gente in mezzo agli affanni e alla sventura, e si guardano dalle innumerevoli turpitudini […] di quelli che per incantesimi o in altro modo fanno apparire qualcosa come dei fantasmi. Se non fanno così, ma cantano sui loro strumenti le gesta dei principi e altrettante cose utili per isvago della gente, come s’è detto sopra, costoro possono sussistere.”Tommaso Cabham , arcivescovo di Canterbury vissuto all’inizio del XIII sec.
1) In questo documento sono elencati vari tipi di giullare : individuali. Tieni conto che non c’è sostanziale differenza tra giullare e istrione
2) Individua i motivi di condanna della chiesa
3) Quale genere di giullari salva dalla condanna Tommaso Cabham? Perché?
Documenti iconografici Vedi libro di testo pag 151 e seguenti
3) Quale genere di giullari salva dalla condanna Tommaso Cabham? Perché?
Documenti iconografici Vedi libro di testo pag 151 e seguenti

6) Visione di una parte di mistero buffo (Zanni) di Dario Fo
Chiarisci in che senso Dario Fo sia un giullare
San Francesco Giullare di Dio
♫ Branduardi Cantico delle creature
analisi del cantico delle creature
PROF.SSA MARINORA ROFFI (ITALIANO)